Inserito da: zanke | 26 Febbraio, 2008

Problemi nazionali

In Italia le cose non funzionano.

Napoli è sepolta dai rifiuti. I parlamentari sono troppi, troppo costosi, e troppo autonomi. I rom invadono le città e creano delle diffuse sacche di degrado che minano le sicurezze. La giustizia usa la mannaia ad orologeria per poi pentirsi, e quando invece dovrebbe funzionare, latita. I trasporti pubblici non esistono. I treni sono troppo pochi, troppo vecchi, troppo in ritardo. E il servizio che rendono ridicolo. I morti sulle strade si sprecano. La compagnia aerea di bandiera agonizza da dieci anni, e gli interessi minimi consentono uno spreco dei nostri soldi di svariati milioni di euro ogni mese. L’istruzione obbligatoria ha tali inefficienze ed è talmente malfunzionante che è arrivata a delegare buona parte delle proprie funzioni alle università. La diplomazia ha dei costi eccessivi per l’eccesso di personale e mezzi impiegati. Siamo in ritardo: nelle infrastrutture, nelle liberalizzazioni, nella giustizia.

Ma per fortuna c’è chi ha il tempo di pensare alla legge 194.

Inserito da: zanke | 21 Febbraio, 2008

Elezioni 2008\2

E’ presto per i pronostici. Mancano 7 settimane. Qualcuno in vantaggio c’è. Chi? Dipende dai punti di vista.

I numeri. Andando a ripescare i risultati delle ultime elezioni politiche, il Cavaliere può stare abbastanza tranquillo, anche senza UDC. L’Unione, ora PD e IDV, otterrebbe, supponendo un analogo risultato, poco meno del 35%. La fazione liberista di FI e AN si attesterebbe sulla stessa cifra ma, potendo contare sul quasi 5% dei bossiani, si troverebbe non solo davanti al centrosinistra, ma avrebbe anche i numeri per ottenere un premio di maggioranza che consenta perlomeno di sopravvivere.

I fatti. In verità vi sono due questioni che dovrebbero seriamente preoccupare il nano di Arcore. Primo, il nascente (se nasce) polo centrista: difficilmente si sarà votato da più l’8-9%, ma ha molta più probabilità di rubare voti a centrodestra che a sinistra… Secondo, un macroproblema. Si chiama Walter Veltroni. L’ex sindaco di Roma deve lottare soprattutto contro il suo partito e contro il pessimo lascito dei due anni di malgoverno, ma ha dalla sua una carta stellare: la novità. Il sistema lo chiede da tempo, ma a destra non ne hanno voluto sentir parlare e hanno continuato con vecchie formule riadattate. E’ vero, il PD e Veltroni non sono esattamente cosa nuova o mai vista, ma in ottica comparativa i diretti avversari non reggono il confronto. E sarà questo elemento, più per demerito degli avversari che per merito proprio, che rischia di spostare molti voti verso una fazione politca che di fatto ha perso (nel 2006 meno palesemente che nel 2001) le ultime due tornate elettorali.

Altro gap a sfavore del PdL, ma che presumo sarà presto colmato, è che il Berlusca attualmente non ha un programma!!!

Ma mancano ancora 7 settimane. Tutto può succedere.

Inserito da: zanke | 20 Febbraio, 2008

Asfalto

la notizia è di ieri. ma era nell’aria da tempo, vero quant’è vero che sono ormai 18 mesi che si scommette se sia ancora vivo o no.

Fattostà che el Comandante en Jefe del Estado de Cuba si è dimesso. A dire la verità il passaggio di consegne era già avvenuto a favore del fratello Raul (più giovane di 5 anni, Fidel è del 1926), ma finora si era trattato solo di un interim. Di questi tempi invece si faceva urgente e necessario ufficializzare e rendere definitivo il cambiamento: ora perché il 24 Febbraio il Parlamento (o presunto tale) nominerà il nuovo Presidente del Consejo de Estado, cioé il presidente del Governo (Consiglio dei Ministri) e quindi Capo dello Stato. Nemmeno a dirlo toccherà al fratello Raul, anche se qualche proposta più giovane è in campo. “La seconda rivoluzione cubana è cominciata”, tuonano già i più grossi giornali. La vicenda è storica. Soprattutto perché i pochi discorsi di Raul da presidente ad interim erano tutti incentrati su un punto: il cambiamento. Non sarà una strada facile, le fazioni che fecero la rivoluzione e che continuano a credere nell’ideologia iniziale saranno difficili da piegare, ma già i primi prodromi cominciano a vedersi, soprattutto in senso di una qualche forma di riconoscimento della proprietà privata. Saranno sicuramente le generazioni più giovani, che a grandissima voce chiedono il cambiamento, a spuntarla: è certo e lo auguriamo a tutti i cubani.

Il rovescio della medaglia però già si prospetta. Il giorno stesso che, effettuati i dovuti cambiamenti e rinata l’economia e la democrazia, chi di dovere toglierà l’ignominioso embargo, l’isola rischia di trasformarsi in un enorme parcheggio, un’altra Cancun dei Caraibi. Chi, passata questa transizione, prenda in mano il potere, dovrà essere abbastanza illuminato da non lasciarsi abbacinare dalle facilità della conquistata libertà, ma continui a proteggere l’isola e gli isolani in modo adeguato. Il rischio, grosso, è che i cubani diventino dei moderni Maya: abbagliati e innamorati dalle bellezze del moderno tanto da finire per rimanerne soggiogati.

In ogni caso io cercherò di andarla a vedere prima che tutto questo accada!

Inserito da: zanke | 18 Febbraio, 2008

Elezioni 2008\1

Le cose stanno cambiando. non si capisce se molto o poco ma stanno cambiando. Veltroni scende in campo (come aveva già fatto qualcuno), guida il nuovo partitoccio unico e corre da solo. Berlusconi rimane in campo (cheppalle), crea alla chetichella un partito che poteva chiamarsi benissimo l’Unione delle Libertà (ogni riferimento a altre coalizioni fasulle presenti o passate è puramente voluto), rimane naturale leader dal grande carisma e soprattutto, di nuovo copiando, corre da solo. Eccetto, si capisce, il povero Umberto: troppo scomodo da tenere dentro, troppo rischioso da lasicare fuori. E in centro? In centro la scheggia impazzita Casini che rantolando firma le carte del divorzio (pardon: per lo scioglimento del DICO) dal suo amoretto Silvio. E cosa fa, volta gabbana e cerca, con grande intuito, di recupare i vecchi democristiani e gli scontenti di uno e dell’altro campo… Intanto un infreddolito Veltroni (avete visto le foto alla partenza??) prende un bus e comincia il suo Giro d’Italia, alla ricerca della sua maglia rosa, tra 7 settimane. Veltroni è in vantaggio. E’ fuor di dubbio. Non tanto nei numeri dove è nettamente e comunque (nonostante l’addio di Pierferdi) indietro, quanto nella testa. E’ l’unico che sta facendo campagna elettorale. Tutti gli altri stanno litigando. Quelli della sinistra colorata paiono coscienti del ruolo marginale e stanno zitti, o al massimo tirano fuori vecchi anatemi già del Berlusca dei tempi d’oro; a centro e a centrodestra è successo e succede di tutto. Ma intanto, appunto, Veltroni è l’unico ad avere un programma!! Sia quello che sia, piaccia o non piaccia, ma è un programma. E Berlusconi come risponde? Perde un’altra ennesima buona occasione per tacere e lavorare: “il programma della sinistra è un fotocopia del nostro”. L’unico problema è che il programma ‘loro’ nessuno l’ha ancora visto! Io ci ho provato… siti di FI, dello stesso Cavaliere, dei Circoli della Libertà, dell’Unione delle Libertà… Niente di niente!! Un programma non c’è. Ma confidiamo ancora che il Presidente operaio (ma anche editore, immobiliarista e, perché no, tranviere, autista, calciatore, mafioso… eh, non si può nessuna categoria in Italia: par condicio) si muova a partorire qualcosa che assomigli a un canovaccio, qualche misero punticino per i prossimi 5 anni (perché non 12 punti, già che c’è?). Per il momento Unione delle Libertà – L’Ulivo Democratico (1-2). Palla al centro.

Inserito da: zanke | 18 Febbraio, 2008

home is where your heart is

Credo di non vivere in nessun posto. L’unica certezza è che non sono qui. Continuo a trovare lati negativi di questo posto. Somebody, one day, said: “si torna con la voglia di andarsene oppure di cambiare questo mondo”. E aveva assolutamente ragione. Non so se voglio cambiare questo mondo: continuo a trovare lati negativi, è vero, ma in fondo sento un forte sentimento, non so se possa essere paragonato a qualcosa. Sotto sotto forse credo che questo posto meriti di essere cambiato, e si meriti che io faccia qualcosa. Pero antes n e c e s i t o viajar… Bisogna finire di impare il mondo vero, per poter far qualcosa per questo microcosmo. L’obiettivo è quello: fare in fretta quello che c’è da fare qui, e farlo bene, recuperare i mezzi, continuare con la convinzione di sempre, e poi…. VIA

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